TAPPETO VOLANTE

Il progetto di stage si ispira alllo spazio balinese (caro alle improvvisazioni di Eugenio Barba e del suo Odin Teatret), luogo magico ove il tempo si trasforma e l’attore o il danzatore si trasfigura e rivela scenari invisibili, qualità segrete.
Nello spazio centrale, l’azione è costruita attraverso l’utilizzo, l’uso, di oggetti medianici. Oppure la rappresentazione è ispirata da posture precise del corpo o suoni come il canto, la parola, il verso.
Un tappeto disposto sul pavimento, intorno spettatori attenti, seduti a terra, disposti a intervenire nell’azione sia fisicamente che con la voce.
Sul tappeto di volta in volta si alternano i danzatori, gli attori. Altri non sono che i bimbi, i ragazzi che, coinvolti, vengono istruiti alle regole del Tappeto Volante e vivono un’esperienza di breve improvvisazione, guidata o spontanea, durante la quale possono vivere il tempo dell’azione scenica, rapportarsi agli oggetti che utilizzano, ad altri presenti insieme a loro nello spazio, all’ascolto dei suoni che si manifestano loro intorno e con i quali possono entrare in relazione.
Il progetto è sostenuto e condotto da 2 persone e prevede la partecipazione di gruppi di bimbi o ragazzi (tra i 10 e i 20) che possono succedersi a cadenza di trenta minuti ciascuno.
A livello tecnico necessita di un allacciamento alla corrente da 220v. e di uno spazio dove posare il tappeto di 4 metri x 4 metri.
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