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Lupo di natale dal 25 dicembre al 7 gennaio 2011 Sala Gulliver Piazza Resistenza 2 - Alfonsine ...
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Dal 26 al 30 Luglio Tanti Cosi Progetti sarà presente con lo spettacolo "I Tre Porcellini" al Festival Internacional de Titeres al Sur di Bueno Aires. http://www.festivalalsur.com.ar/...
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Cappuccetto Rosso Teatro Rasi - Ravenna Sabato 18 giugno 2011 Ravenna Festival 22° edizione...
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locandina castelloA3 copia

Il Castello nel Cielo è una rassegna teatrale per le famiglie che TCP Tanti Cosi Progetti organizza in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche Educative e all’Assessorato alla Cultura del Comune di Alfonsine e con La Provincia di Ravenna.

L’intera rassegna prevede cinque appuntamenti presso la Sala Gulliver che si trova ad Alfonsine in Piazza della Resistenza.

Il biglietto ha un costo unico di 5 euro oppure si può scegliere di fare un’abbonamento ai cinque spettacoli per 18 euro.

per ogni informazione si può contattare lo 0544 866670

oppure lo 0544 83540 solo le domeniche degli spettacoli dalle ore 13,00 alle ore 15,30

Programma:

7 novembre 2010 ore 16

TCP Tanti Cosi Progetti

I TRE PORCELLINI

Finalista Premio ETI Stregagatto 1998 – Menzione speciale della Giuria per l’animazione)

Di e con Danilo Conti e Antonella Piroli

Durata: 50 minuti

Età consigliata: dai 3 anni

I tre porcellini è un classico della tradizione inglese la cui prima versione risale al 1843 circa quando H.J.Halliwell la inserisce all’interno delle sue Nursery Rhymes and Tales. Ed è proprio a questa prima stesura che gli autori si sono rifatti per rappresentare sulla scena la vicenda di questi tre fratellini che si trovano ad avere a che fare con il loro ( e nostro) più feroce nemico: il lupo.

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21 novembre 2010 ore 16

TCP Tanti Cosi Progetti

UN CASTELLO DI CARTE

Finalista Premio ETI Stregagatto 2002

Di e con Danilo Conti

Durata: 60 minuti

Età consigliata: dai 5 anni

L’idea di portare in scena uno spettacolo realizzato con delle figure di carta tratte da due mazzi di Tarocchi, quello Visconteo e quello più popolare di Marsiglia, nasce dalla lettura de “Il Castello dei destini incrociati” di Italo Calvino.

Due sono le storie rappresentate che, tratte dalla raccolta Fiabe Italiane dell’autore citato, trovano nei simboli e nelle figure dei tarocchi i loro personaggi, e in comune hanno il protagonista: il Fante di Bastoni.

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12 dicembre 2010 ore 16

Compagnia Vladimiro Strinati

ASPETTA MO’  – storie di donne intraprendenti

spettacolo di narrazione con oggetti e figure

di e con: Vladimiro Strinati

Durata: 50 minuti

Età consigliata: da 5 anni

Tre fiabe che parlano di cuoche, mamme, mogli, fanciulle audaci che sconfiggono uomini bestiali e sposano principi distratti.

Nella storia di “Panciasfonda” ci troviamo di fronte ad un orco vorace, di buon sangue romagnolo, che preferisce divorare i prodotti della buona cucina, piuttosto che bambini. Ecco allora intervenire la massaia, che, stanca dei soprusi dell’omaccio, decide di sconfiggere la sua ingorda voracità con un piatto prelibatissimo: “La Ricotta di Mare”.

In “Barbablù” la giovane eroina ha un ruolo attivo: sfida il parere contrario del padre, si fa beffa dello spietato Barbablù, e con audacia libera le sorelle.

Nella fiaba “La Marietta di legno”, variante romagnola di Cenerentola, la protagonista si prende gioco di un principe azzurro un po’ svagato. Prima di sposarlo lo fa innamorare nascondendogli la sua vera identità.

Lo spettacolo dà voce a racconti e leggende romagnole dove l’umorismo a volte si intreccia con la paura

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26 dicembre 2010 ore 16

TCP Tanti Cosi Progetti

IL LUPO E I SETTE CAPRETTI

Di e con Danilo Conti e Antonella Piroli

Durata: 50’

Età consigliata: dai 3 anni

Prosegue il percorso di TCP sulla fiaba classica: Il lupo e i sette capretti nella versione dei fratelli Grimm, che sembra essere la più conosciuta: sei ingenui capretti finiscono nella pancia del lupo. Solo il più piccolo sfugge alla sua bocca vorace. Insieme alla mamma, con astuzia e coraggio, salverà i fratellini…

Ne Il lupo e i sette capretti c’è l’inesperienza e l’ingenuità di sette caprettini che non conoscono il mondo e che si fidano delle apparenze.. C’è la paura, c’è l’indifferenza, c’è il quieto vivere da parte di altri personaggi della storia che pur intuendo i progetti del lupo, conosciuto come pericoloso, non ne ostacolano l’operato. C’è il camuffamento della voce, c’è il cambiamento di aspetto del lupo. C’è il divorare. C’è la casualità per cui sei capretti vengono divorati e uno si salva. C’è il settimo capretto, per fortuna, a raccontare alla mamma quello che è successo. C’è il disperato ed efficace tentativo di mamma capra che non solo salva la prole, ma che neutralizza la minaccia. C’è la pancia del lupo che viene aperta con un taglio, l’estrazione di coloro che sono stati divorati. C’è l’ingordigia del lupo che troppo in fretta ha divorato i capretti e che quindi non riesce ad assimilarli, ma dei quali è appesantito. C’è la sostituzione dei capretti nella pancia del lupo con grossi sassi. C’è il lupo che perisce, annegando in un fiume al quale si era avvicinato per dissetarsi. C’è il ricordo della brutta avventura che sarà insegnamento per il futuro. C’è la ricostituzione del piccolo gruppo che, facendo tesoro dell’avventura trascorsa, riacquista la felicità.

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9 gennaio 2011 ore 16

Arrivano dal mare!

EHI TU! La volta che il Fulesta incontrò Pulcinella in Persia

Di Sergio Diotti, Stefano Giunchi, Luca Ronga

Durata: 55’

Età consigliata: dai 4 anni

La compagnia ADM! ha messo insieme due eccellenze, Sergio Diotti (fulesta di riconosciuto successo) e Luca Ronga (talentuoso burattinaio uscito dalla Scuola dell’Atelier delle Figure) e le ha fatte incontrare con un testo straordinario, raccolto in Iran da Stefano Giunchi.

Si tratta di una delle storie del repertorio ottocentesco (ma dalle radici antichissime) dei burattinai-musicistiraccontatori di strada persiani, ove il servo Mobarak (parente stretto degli zanni e di Arlecchino) e il padrone Palavan Kacjàl (un cugino di Don Giovanni) duettano con il raccontatore e con il suonatore di setar con una verve strepitosa e scurrile. Tutti parlano attraverso la pivetta (saphìr , cioè respiro o anima).




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